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analisi semiotica di segni del Neolitico

aggiornata: aprile 2004
versione in Inglese
 
Nel suo (già citato) "La Dea Bianca", Marija Gimbutas ha tentata di penetrare nei significati dei simboli Neolitici proponendone una classificazione, secondo gli attributi della Divinità, nei seguenti quattro regimi : 
     
  • Dispensatrice di Vita
  • La Terra che si rinnova eternamente
  • Morte e Rigenerazione
  • Energia e Sviluppo
Queste categorie però si sovvrapongono per cui la Gimbutas non riesce ricavare dall'ampio materiale iconico, il libro è illustrato con più di 2000 immagini di sculture in pietra o argilla e di graffiti, una chiave sistematica . Propongo dunque di affrontare questo tema da una diversa angolazione, partendo cioè dalla domanda di cosa poteva significare per l'uomo primitivo tracciare un segno, sia esso una forma spaziale che un graffio o simile. 

Il segno più semplice è ovviamente il punto, che può essere una marcatura la contrapparte silenzioso di un suono (forse un colpo di tamburo) che può significare, segnare, documentare, congiurare, evocare, per esempio 
 

     
  • una presenza (hic et nunc), o un numero
  • l'inizio o il finale di un evento (come in una frase), 
  • la rappresentazione di un centro, una sorgente, per esempio di un potere (una radiazione  o una emanazione di questa forza)
Da questo segno iniziale (iniziazione) può svilupparsi una linea con una direzione (da/verso). La linea può essere diritta (orizzontale, obliqua o verticale) oppure curva (continua come un cerchio o graduale come una spirale).  Punti o linee possono essere singoli o multeplici evidenziando la ripetizione, l'alternanza, il ritmo o il numero. Dalle linee e il loro spostamento nascono infine le superficie ed i corpi. 

La classificazione formale dei segni bi- o tri-dimensionali è già soggetto di sofisticati indagini, per esempio della topologia. 

Per esempio, secondo  Rene Thom , si possono classificare le forme nelle loro origini e nelle loro trasformazioni tramite modelli topologici come insieme di punti in un dato campo morfogenetico che cercano una stabilità in accordo con la seconda legge della termodinamica e nei limiti di distinti fasce di probabilità (al limite del comportamento caotico). Egli sviluppa la sua analisi con l'applicazione di complesse formule che sono fuori portata dei comuni designers (molti sono allergico all'astrazione matematica) 

Questo campo morfogenetico è determinato, nel caso particolare dei segni nella comunicazione visiva,  dalla particolare Pulsione di Creazione di Forme dell'uomo che, motivato dalla sua neccessità di sopravvivenza individuale e collettiva tra le forze della natura e della società, utilizza i segni, e sistemi di segni come il linguaggio, per la sua assimilazione e ed il suo accomodamento ambientale.  Questi segni sono dunque strumenti funzionali per l'organizzazione delle attività umani. 

Molti hanno indicato nell'invenzione di segni ( cioè di forme significanti ) da parte dell'uomo primitivo, l'origine della religione e della scienza, e che la filosofia da Aristotele a Deleuze sia in fondo una perenne ricerca dei significati e di una classificazione dei segni, soprattutto dei segni verbali. C'è da chiedersi però perché per i segni visivi sembra esisti nullo di paragonabile. Anche la morfogenetica che René Thom ha creato sulla scia di altri come Conrad Waddington, Plateau e altri, con il primario obiettivo di classificare le forme nella natura, risulta meritevole ma tuttavia insufficiente per la classificazione dei segni creati dall'uomo. A noi designers servirebbe invece una classificazione dei segni visivi che, oltre ad essere più maneggievole di quella di Thom, tiene conto del loro uso strumentale, cioè dei loro significati. Per questo motivo propongo nel seguito una elementare classificazione delle forme simboliche, o segni, partendo da una teoria della forma ben conosciuta: la Teoria della Simmetria, per svilupparla, utilizzandola nel seguito per la nostra indagine, anche se più complessa, con l'ausilio della semiotica di Charles Sanders Peirce. 

In verità, la Simmetria, in una versione semplificata derivata dalla matematica (Jacob Steiner, 1836), dalla biologia (D'Arcy Wentworth  Thompson, 1917) e dalla cristallografia (Andreas Speiser, 1927 e prima ancora in 1891, E.S.Fedorov), è già una piattaforma comune dei cosiddetti Corsi di Basic Design in molte scuole di design. 
Il testo più populare su questo soggetto è forse  "La Simmetria",  di Hermann Weyl (1885-1955), (Princeton, U.S.A., 1952), trad.it., Feltrineli, Milano, 1962. Weyl tratta nella sua teoria della ripetizione di segni, qui chiamati 'motivi', identici, simili o assimilabili, in strutture totalmente o parzialmente regolari. Queste regolarità sono stati classificati tramite le seguenti 'operazioni':
 

     
  • traslazione (T),
  • rotazione (R),
  • riflessione (S),
  • dilatazione (D).
Queste possono presentarsi in molte combinazioni (per Weyl e Fedorov esse sono essenzialmente 17). 
Per i nostri scopi si può considerare la riflessione un caso speciale della rotazione e ridurre il numero di operazioni semplici a tre: T, R, e D. 

Le diverse operazioni nelle figure o segni, avvengano ad 'intervalli' regolari come, nel caso della traslazione, la lunghezza d  e la direzione (su/giù, sinistra/destra, avanti/dietro) e, nel caso della rotazione, come l'angolo a  (nel senso orario/contro orario) e, nel caso della dilatazione, come la variazione l di una distanza o di un angolo a in rispetto al suo origine (aumento o diminuzione). 

La mia precedentemente dichiarata intuizione riguardante l'Ursign conduce ora alla seguente domanda: 
 
 

I motivi, le operazioni base e gli intervalli rappresentano forse
rilevanti concetti del pensiero, o segni 
nella cultura dell'uomo neolitico, o persino dei suoi antenati?
Segni che forse hanno origine nei gesti, nei ritmi nelle danze ceremoniali dei primi uomini che precedono persino le parole parlate.

MOTIVI NEL NEOLITICO

Alcuni motivi semplici (derivati dal punto) postrebbero spiegarsi semioticamente come creati con operazioni simmetriche e interpretati come segni dotati d senso, in termini Peirceani come segue: 
 

     
  • una linea retta, che risulta da una traslazione T , rappresenterebbe un oggetto o essere nello spazio-tempo. Come segno costituisce l'evidenziazione della percezione di questa presenza da Peirce nominato un qualisegno, o sinsign. Questo segno potrebbe considerarsi dunque come la documentazione del concetto stesso dell'essere;
  • una linea curva, che risulta da una rotazione R, rappresenterebbe la divisione di un io/altro, l'io posto all'interno della curva. Essa indicherebbe la presupposta esistenza delle due sfere, il mondo terrestre e l'altro mondo, e la possibilità di comunicazione tra questi. Questi segni creano diversità, o classe, per cui appartengano alla categoria dei Legisegni di Peirce;
  • una spirale (o un insieme di annelli concentrici) come espansione, esemplifica la dilatazione D e potrebbe  rappresentare l'influenza o l'invasione o l'extensione di dominio o di un potere. Questi sono segni di un livello superiore, direttamente legati con la Divinità, nominati simboli nella classificazione Peirceana. La semiosi simbolica o allegorica è, sin dai tempi neolitici, un modo, l'unico, per penetrare nei misteri dello Sacro.
OPERAZIONI NEL NEOLITICO

Possiamo tentare di assegnare una funzione alle operazioni semplici come segue: 
 
 

T l'operazione della Traslazione come multiplicità o essere multiplo  1° esempio: linee parallele (traslazione del motivo della linea retta) è un simbolo della pioggia, di un fiume o dell'acqua, significando fertilità; 
2° esempio: la croce a quattro braccie (rotazione del motivo della linea retta) è il simbolo del sole che rinasce ogni giorno, significando regenerazione; 
3° esempio: il segno della V (rotazione del motivo della linea retta) o la sua versione raffoezata (ottenuto dalla traslazione come un chevron) è l'emblema della Dea Uccello nota sin dal Paleolitico Superiore, derivata dal triangolo (pubico, vulva), simbolo della Dea Bianca che genera vita, morte e rinascita di ogni essere 
(nota 7)
R l'operazione della Rotazione come connessione tra il mondo terrestre e la Dea
  • 1° esempio: la linea curva indica dare (offerta) e ricevere; 
  • 2° esempio: il raddoppio speculare rappresenta la vulva, origine della vita; 
  • 3° esempio: la linea serpentina, come traslazione e rotazione della linea curva, significa il serpente o l'eterno ritorno; 
  • (combinati con l'operazione della dilatazione) archi multipli: transustazione, dilirio, amplimento percettivo
D l'operazione della Dilatazione di un punto centrale come segno di un dominio e la sua estensione, simbolo di un Potere Divino che permea tutto il creato per esempio: 
  • la spirale, il labirinto, l'intreccio che sono simboli del regno della Dea Tripla e delle difficoltà ed i pericoli del suo accesso.
  • archi multipli, come dilatazioni della linea curva, rappresentano passaggi nell'alro mondo, anche come stadi di trance di questi passaggi.
La quarta operazione della simmetria consiste nella proiezione di un motivo su se stesso, chiamato Identità, che ha però soltanto senso nella applicazione della Teoria dei Gruppi alla Teoria della Simmetria e che non è rilevante per la nostra indagine. 

Operazioni più complesse potrebbero spiegare concetti più complessi, come: 
 



la linea zig zag o Linea ad M (traslazione del segno a V)
(da Gimbutas p.23)

the M line on a neolithic statuette



questo segno significa generalmente acqua, ed era consciuto nell'antico Egitto come un geroglipho (in greco m ) con il significato di dispensatrice di vita. 


una spirale (risultata da una Traslazione ed una rotazione)  significa crescita, vita, energia della Dea. 

imagine di una spirale




una linea ondulata (consistente di una Traslazione e una Rotazione 

 (da Campbell , p.18)



simbolo di un serpente che significa vita e morte, guardiano della sorgente di vita 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Questa tavoletta votiva del Pireo mostra il serpente come lo Zeus Olimpico Meilichios 
 



la losanga (consitente dalla Traslazione del motivo della linea retta e la quadrupla Rotazione a 90° a una data distanza di un centro. 

imagine di una losanga



significa il grembo, l'utero e la moltiplicazione della spezia
Posso a questo punto suggerire la costruzione di una credibile e pratica classificazione in quale ogni classe si referisce ad una operazione simmetrica diversa. Le 'operazioni', i 'motivi' e gli 'intervalli' presentano in questo sistema simbolicamente la ricchezza delle credenze e della conoscenze dell'uomo neolitico, ed in particolare il suo rispetto o terrore per la Dea Bianca. Questo programma andraebbe completato dalla classe, meno astratta e non meno importante, degli simboli iconici che rappresentano animali, esseri umani ed artefatti o parti di essi. 
neolithic signs
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più sugli ur-segni nella  pagina seguente
nota 1 Marija Gimbutas The Language of the Goddess Harper & Row, 1989    
vede anche J.J. Backofen Das Mutterrecht Stuttgart, 1861
nota 2 René Thom Stabilité structurelle et Morphogénèse. Essai d’une théorie générale des modèles InterEditions, Paris, 1977 (1972)  
nota 3 Ambrogio Donnini Breve storia delle religioni Newton Compton, Roma, 1994 (1991, 1959)
nota 4 Bronislaw Malinowski Magic, Science and Religion Doubleday, New York, 1948  
nota 5 Ernst Cassirer Philosophie der symbolischen Formen, die Sprache Oxford, 1923  
nota 6 E.Will Elements Orientaux  dans la réligion grecque ancienne Paris PUF, 1960
nota 7 Robert Graves The White Goddess. A historical grammar of poetic myth Faber and Faber, London, 1961 (1948)
nota 8 Joseph Campbell The Masks of God: Occidental Mythology Pinguin, Arkana, 1991 (1964)

 
     andries van onck